L’allergia al veleno di imenotteri rappresenta un’importante causa di morbilità e mortalità sia in età adulta che in età pediatrica. Si stima che il 56-94% dei soggetti sia stato punto da un imenottero almeno una volta nel corso della vita.
Le specie di imenotteri responsabili delle reazioni allergiche, rappresentate da api e vespe, sono diffuse su tutto il territorio italiano, anche se con percentuali di distribuzione differenti tra le varie regioni. Da un punto di vista tassonomico, gli imenotteri sono divisi in famiglie, tra cui si annoverano quella delle Apidae, a cui appartengono api (Apis mellifera) e bombi (Bombus), quella delle Vespidae, a sua volta divisa nelle sottofamiglie di Vespinae, di cui fanno parte vespe (il calabrone ne è un particolare tipo), vespule, dolichovespule, e Polistinae, la cui specie principale in Europa è la Polistes dominula. Anche se meno diffusa, ma ugualmente importante, è una particolare specie di vespa, la Vespa velutina nigrithorax, la cui presenza è stata riscontrata in Liguria, Piemonte ed Emilia-Romagna, predatrice delle api, ma anche capace di indurre reazioni anafilattiche nell’uomo. Al contrario, il bombo è scarsamente aggressivo. Infine, sempre dal punto di vista tassonomico, anche le formiche fanno parte dell’ordine degli imenotteri, sebbene in Italia non siano riportati casi di reazioni allergica in seguito a puntura di formica, soprattutto per l’assenza sul nostro territorio di specie di formiche dotate di un aculeo funzionale, a differenza di quanto è stato descritto negli Stati Uniti d’America.